martedì 29 novembre 2011

SQUISITO


Lo stesso che Esquisito: dal latino EX-SQUISITUS, ricercato, participio passato di EX-QUIRERE, cercare con diligenza, composto della particella EX, da , di, fuori di, e QUAERERE, cercare. A sua volta QUARERE sta per QUAES-ERE, dalla radice KA, ampliata in KAS, KAIS, KVAIS, cercare, desiderare. Dentro Squisito perciò esiste una richiesta soddisfatta, una preghiera ascoltata, il lavoro di qualcosa di squisito è antecedente alla sua fruizione. E' stato ricercato e per questo è squisito, ambito.

Pronunciare con lentezza, ondeggiando intorno alle esse.

PAROLA

Ora per favore seguitemi perché l'etimologia ci aprirà la testa come un cocomero.

Paròla, che fu paravola in italiano antico, e paraula in dialetto sardo; che è parole in francese e palabra in spagnolo deriva dal nostro latino (barbarico) PARABOLA che vien dal classico latino PARABOLA: comparazione, similitudine, parabola, appunto.
Qualcosa per qualcos'altro. Non LA cosa.

All'inizio parabola era appunto insegnamento, discorso, poi con i loquaci cristiani fu parabola del Vangelo alla domenica. Solo dopo per attenuazione passò a significare detto, motto e per estensione qualunque voce articolata esprimente un concetto. E lì avvenne il crimen etimologico perché parola si sostituì a verbum, latino che nel frattempo assunse un significato sacro di parola fatta carne.
Insomma ci hanno tolto la carne e lasciato similitudini.
Parole soltanto parole.

lunedì 28 novembre 2011

PISOLO

Pisolare, vuolsi sia detto per PESULARE o PENSULARE, supposta forma coniata sul latino PENSILIS., che pende, ricollegabile a PENSUS participio passato di PENDERE, penzolare.

il muovere la testa di qua e di là, e inchinarla proprio di chi sonnecchia.

In questi giorni di tre film al giorno ogni tanto mi giro e guardo qualcuno che pisola. C'è un abbandono nella testa che vale quasi il prezzo del biglietto. (che non pago perché ho il pass, comunque vale il prezzo del pass)

Appisolarsi condivide quindi l'origine con PENSARE, anch'esso proveniente da PENDERE, nel senso di pesare, esaminare.

Ma questo giustifica quello che dice mia mamma che si appisola sul divano quando la sveglio di soprassalto dicendole "ti ho visto, dormivi!". E lei dice, no stavo pensando!

domenica 27 novembre 2011

EBREO

La parola 'èver ha radice 'àvar che significa "passare, attraversare". 'Ever forse significa "colui che attraversa" o "colui che passa" (il nomade)?
Una caratteristica degli Ebrei quindi era la loro vita nomade. Oppure è riferito al fatto che il popolo ebraico ha superato il Mar Rosso.
E' andato al di là.
Ma in realtà questo etimo era una scusa per usare una fotografia di una talentuosa artista newyorkese.
Ma fatelo solo se siete adulti perchè è materiale esplicito.
Ecco il link:

sabato 26 novembre 2011

TORNO SUBITO SONO AL CINEMA.

Adorati lettori,
sono al Torino Film Festival e curo insieme ai miei amici Diana e Andrea un videoblog che si chiama:

scena-madre.blogspot.com

Se vi va seguitelo. Se no, fate altro.


(L'etimo continua ma in forma ridotta per venire incontro alle mie capacità mentali)

venerdì 25 novembre 2011

CALCOLO

Al ginnasio la nostra professoressa di greco e latino, l'inflessibile e rigorosa Mottana, (lascio a voi immaginare il soprannome più utilizzato) ci diceva che nell'Antica Roma utilizzavano pietruzze per fare i conti_ pietruzza in latino è calculus, diminutivo dell'originario CALX, ghiaia, sasso. Oggi invece vale come computo: operazione del calcolare o risultato stesso del computo. I calcoli una volta erano quindi qualcosa di concreto. Fa ridere oggi pensare ai grandi analisti finanziari a che fare con pietruzze per contare il valore azionario: avrebbero bisogno di cave di ghiaia. Eppure, pensandoci bene se avessero usato qualche pietruzza in più non avrebbero perso i conti (e le rotelle) sul valore del mercato immobiliare. Insomma, se loro non usano più le pietruzze è comprensibile che qualcuno senta il bisogno di tirarle a loro, magari un po' più grandi. Non si tratta di violenza, solo di un ripasso della materia.

giovedì 24 novembre 2011

BAGEL

Bagel è pane. Il nome deriva dallo Yiddish Beygl, perchè fu la comunità ebraica askenazita a diffondere questo tipo di pane, soprattutto in Polonia. E ovunque nel mondo esista una forte comunità ebraica askenazita. Ancora prima deriva dal tedesco del Mille boug che vuol dire anello, braccialetto. Si trova in molte varianti (boug, bog, bug,) sia in antico tedesco che in sassone, inglese antico etc. (Che poi ha senso basti pensare a Bague, francese di anello).
E' pasta di pane disposta in forma toroidale (eheheh toroidale), che viene bollita prima di essere infornata.
Nel tennis quando si chiude un set 6 a 0 si dice che si è fatto un bagel.
Oppure gli ebrei sudafricani dicono che un tipo troppo curato e materialista è un bagel.
Ma soprattutto nella tradizione ebraica viene regalato alle puerpere, perchè l'anello nella sua continuità simboleggia la vita.
Ieri ne ho mangiato uno in un posto meraviglioso a piazza ventiquattro maggio con la mia insegnante di danza.
E' stato un bel momento, un tipico momento da bagel.