Non mi ricordo la prima volta che ho sentito la parola fidanzato pronunciata nella mia vita. So che l'ho spesso sentita depotenziata, camuffata in circostanze svuotate di solennità: è il suo fidanzatino, dicevano i grandi, definendo l'orizzonte romantico del mio naturale ossessivo comportamento pan-erotizzante commovente e puro nei miei cinque anni.
Il mio fidanzatino dei cinque anni, l'unica vera esperienza d'amore incondizionata finora provata, era un amore grande. Non aveva coscienza di sè, non aveva fede, credo di non aver mai passato così tanto tempo a fissare negli occhi un uomo come quando avevo cinque anni.
Ho saputo che era il mio fidanzatino quando ci hanno separato, perchè mi hanno spostato dalla mia città d'origine. In quel momento, lui era qualcosa, era un fidanzatino, terribile il potere dei nomi di frantumare un'esperienza.
Poi dopo, quando gli ormoni chiedevano chiarezza e corpi, fidanzato è diventato una parola fantasma. C'era un tacito accordo tra uomini e donne, un accordo di cui tutte le donne erano misteriosamente al corrente, che imponeva di non pronunciare la parola fidanzato. Colpevole chi avesse messo la parola fidanzato di mezzo. Anche gli adulti notavano che i ragazzi non riuscivano a usare nè la parola fidanzatino, che stava addosso come una giacca con le maniche corte, nè la parola fidanzato, che era una cosa che si fa davanti ai genitori. E nessuno di noi voleva fare niente di fronte ai genitori. Ora io non facevo niente neanche alle spalle dei genitori, ma il punto è che in quel nome c'era il tradimento di tutta la segretezza che potevano assorbire i nostri amori.
Fidanzare, ovvero promettere solennemente di fidanzare, e più in particolare promettere sulla fede che una fanciulla sarà concessa in moglie a un uomo, è chiaramente connesso a fede.
Fede, ancora prima, dal sanscrito BANDH, legare. E si capisce perchè la fase precedente al fidanzamento sia fare il filo.
Fede quindi come filo che mi collega a qualcosa che non vedo, che è sempre sul punto di venire.
Prima fai il filo, poi leghi. in questa accezione si sente tutta la necessità del formare un sistema in equilibrio, un elettrone e un protone, una convergenza di elementi che precipitano in unità stabili.
C'è un'altra accezione di fede che la fa provenire sempre dal sanscrito Bhudyate, che ha come participio passato BUDDHA (!) che vuole dire osservare, conoscere, sapere.
Ribalta quindi la prospettiva della fidanza, del fidanzare e fidanzarsi. Fidanzata o fidanzato non è quindi qualcosa da legare, ma qualcuno/a che si osserva, si conosce e poi si sa.
E sì, a me emoziona più la seconda.
Segnalo il bellissimo sito russo da cui ho preso la foto:
http://www.liveinternet.ru/users/kptnsvobo/quotes/
mercoledì 27 marzo 2013
mercoledì 9 gennaio 2013
ABBAN-DONO
Ho abbandonato per lungo tempo questo blog. (Proprio quando ero arrivata ad amarlo). Ho abbandonato altre cose, persone, convinzioni, mezzi progetti, propositi. Di recente hanno abbandonato me. Mentre ero lì che piangevo e piangevo e piangevo ho pensato che la parola abbandono, questa parola che mi perseguita silenziosa ma presente nella mia vita (è incredibile come l'abbandono non mi abbandoni mai) contenga la parola DONO.
Abbandono ha origini incerte: c'è chi lo vuole - ed è verosimile - dal provenzale BANDON, con l'idea di vendere a bando, mettere qualcosa all'asta pubblica. Le altre tesi sono più macchinose.
La radice del termine BANDO, che in latino vuol dire editto che ha origine nella radice indo-europe, BHA (che è quello che mi viene spesso da dire in questo periodo di abbandono amoroso).
BHA significa apparire, mostrare.
Così l'abbandono diventa qualcosa di evidente. Così mi sento sempre venduta al bando. Come se dal primo abbandono la mia messa all'asta fosse evidente a chiunque mi incontrasse. Tutti vedono chi viene abbandonato. Gira per le strade, rimane solo. Le coppie si perdono, come sotto un mantello invisibile, intimo. Chi è abbandonato balza all'occhio come una ferita aperta.
Qualcuno viene lì davanti, ti guarda, vede il prezzo. Si chiede come mai ancora nessuno ti abbia comprato. Come mai ancora nessuno abbia pagato il prezzo, seppur basso, che il banditore d'asta ti ha assegnato. Poi nel dubbio, ti abbandona, perchè è il tuo destino essere sempre venduto al bando.
Scusate, ora vado a suicidarmi.
p.s.: questa voce la dedico a mio padre.
giovedì 19 luglio 2012
ADULTERIO
è recente una mia nuova incursione nell'adulterio. Dal latino ADULTERUM, che si dice per AD ALTERUM - sottinteso IRE, andare ad altri. L'adultero quindi è colui che va ad altri. Manca ancora il nome per me, che sono l'Altra. E' forse questo quello che mi piace meno, non c'è un nome per l'Altra. Anche se tecnicamente, l'Altra è colei che Altera la coppia nel senso che la rende altro da una coppia.
Da piccola pensavo che adulterio fosse qualcosa che facevano gli adulti. Ora mi sembra che adulterare sia un blando tentativo di restare bambini e giocare all'amore con il maggior numero di persone.
Da piccola pensavo che adulterio fosse qualcosa che facevano gli adulti. Ora mi sembra che adulterare sia un blando tentativo di restare bambini e giocare all'amore con il maggior numero di persone.
domenica 6 maggio 2012
GRATTACIELO
Nelle città ci sono i grattacieli. Che a me detta così, i grattacieli sembra una cosa porno. Oppure sporca. A milano ce n'è uno che sembra un'unghia appuntita e si vede da Cardona, si vede percorrendo tutto corso Garibaldi. Appuntita come le unghie delle donne ambiziose e tristi di questa città.
A Milano ce n'è un altro che è ora tutto blu, perché qualche anima esperta, reduce da milioni di anni di occupazioni sa sempre come rimettere in piedi un impianto elettrico in disuso.
(foto di Diego Weisz)
Grattare il cielo. Grattare deriva da una forma germanica KRATTON da cui deriva anche la voce Kratze, rogna. I grattacieli sono gli edifici dei giocatori d'azzardo. Costruire una cosa altissima che rischia di grattare il cielo, raschiare la superficie del cielo per vedere se si vince qualcosa. Se rimangono in disuso, come molti grattacieli a Milano, rischiano solo di sembrare desolanti dita medie puntate al cielo. Questo grattacielo che sto frequentando ora a Milano sembra una piuma. E' un solleticacielo. Spero che resti in piedi a solleticare il cielo altri mille anni. Ci sono performance, concerti, gente che sta bene, persone a forma di esseri umani.
Soprattutto stasera eravamo tutti dominati dal meraviglioso corpo nudo di Silvia Calderoni. Così potente. Translucida. Dolce. Miserrima.
Rotolare il corpo in mezzo ai cavi scoperti di questo grattacielo abbandonato, la polvere di cemento che la avvolgeva come un'aura santa.
La Calderoni è una che potrebbe grattare il cielo fino a farsi sanguinare le dita, anche se non fosse necessario far sanguinare le dita.
Soprattutto stasera eravamo tutti dominati dal meraviglioso corpo nudo di Silvia Calderoni. Così potente. Translucida. Dolce. Miserrima.
Rotolare il corpo in mezzo ai cavi scoperti di questo grattacielo abbandonato, la polvere di cemento che la avvolgeva come un'aura santa.
La Calderoni è una che potrebbe grattare il cielo fino a farsi sanguinare le dita, anche se non fosse necessario far sanguinare le dita.
Domani sera vado là a dormire con il mio piccolo sacco a pelo.
mercoledì 2 maggio 2012
SCIROPPO
Ma la radice etimologica rivela altro sullo sciroppo:
dal latino SYRUPUS, SIRUPPUS, CIRUPPUS e questo a sua volta dall'arabo SCIARAB, SCIURAB, bevanda. A sua volta dalla radice SCIARIBA, bere.
Perciò siamo noi che abbiamo aggiunto additivi. Abbiamo aggiunto zucchero, erbe, melassa, fiori o altre sostanze. Lo sciroppo era solo qualcosa da bere. Era solo acqua.
sabato 21 aprile 2012
BAVA
Ero qui che stavo ricamando a punto croce l'iniziale della mia pronipote che nasce tra poco. Ecru lavorato a mano con filato giallo canarino, pesca, rosato. Di fianco all'iniziale del nome ho cucito un fiore a sei petali con le bordature pervinca. A destra dell'iniziale una piccola farfalla che fa pendant.Poi mi sono ricordata della BAVA.
Su quest'opera di artigianato femminile a porte chiuse, la mia pronipote si prodigherà in acrobazie idrotecniche regolari.
Bava. in francese per esempio baver vuol dire sia sbavare sia discorrere. E non starò qua a fare battute sui francesi, che, come vedete, si fanno da sole.
L'origine è un supposto latino popolare BABA che la Crusca attribuisce ai suoni labiali che esprimono appunto la formazione della bava sulle labbra, quell'umore viscoso che presto o tardi verrà sostituito dalle parole.
Però per esempio la bava dei bachi diventa seta. Seta con cui si producono filamenti che poi utilizzo per fare decori sui bavaglini su cui sbaveremo.
Se fossimo bachi potremmo sbavare seta.
mercoledì 18 aprile 2012
CASA

sconsiglio di cercare casa a milano durante un periodo di messa in discussione di se' o lieve disagio esistenziale. intanto certo, a me piace guardare le case. e puntualmente entrando gia' mi affeziono, a quella moquette sbiadita, oppure al nitore della casa, al fatto che e' piena di mobili o al fatto che e' cosi' vuota. Le conversazioni pero' sono qualche volta difficili, perche' difficilmente la prima cosa che ti colpisce di una casa e' il possibile coinquilino. La prima cosa che ti conquista e' il prezzo, se basso, la seconda e' l'aspetto fisico della casa, nel mio caso acquistano punti le case ai piani alti, le case nei cortili interni, le case vecchie, si' anche un po' malmesse. Cristo, abito in Europa. Se non mi godo il vecchiume cosa resto a fare?
Quindi la conversazione con il coinquilino/a e' tutta una bizzarra tensione verso la conquista di un territorio. E' un esercizio di manipolazione rilassata. E' una conversazione schizofrenica interna in cui la parte normale cerca di dire alla parte concupiscente di stare calma, di non parlare troppo, di non venderti con troppa disperazione. Ma poi le risposte di mail arrivano impietose:
Galateo da affittamento e suo linguaggio in codice:
"una mia amica mi ha chiesto di vederla e le avevo promesso la precedenza" si puo tradurre con "piuttosto che dare la stanza a te l'ho data a uno spacciatore ucraino con il piercing sui capezzoli a forma di croce uncinata'.
"mi sono dimenticata di dirti che ci sono quattro mesi di caparra da versare e due mesi di affitto anticipato da versare" // "ti ho visto e mi hai dato cosi' tanta fiducia che sono tentata di chiedere un controllo fiscale e farti sorvegliare dal Sismi.
"ci sei stata cosi' simpatica, ci sei piaciuta subito, ho parlato di te a mia madre e mia sorella ma poi alla fine abbiamo dovuto scegliere un'altra persona."
Questa e' la variante da stronza del grande fratello, la traduzione e' piu' o meno "puzzi e volevamo qualcuno figo".
Casa deriva dal latino casa che a sua volta deriva dal greco KASA, capanna e propriamente dalla radice SKA greca/ CHA sanscrita. con il senso di coprire. CHAyA e' ombra. Mi piace molto questa connessione tra casa e ombra. Non avevo mai considerato la casa come qualcosa che ti fa ombra. E non avevo mai considerato l'ombra come una possibile casa.
Alla radice SKA si lega il termine alto tedesco SKY nuvolo, il cielo come casa e KAS, in greco pelle.
La pelle come casa.
Forse dovrei imparare a tenere quella come casa.
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