giovedì 3 novembre 2011

RITARDO

Ritardo, tardi: dal latino TARDUS, si avvicina alla radice TAD che ha il senso secondo Grassmann di TARD: rompere. Sanscrito, thadi, battere, percuotere. Propriamente che va innanzi a suon di percosse.
Ritardo, con quel ri che suona così pesante. Infatti ogni tanto ci provo e dico "sto tardando" sperando che, senza il ri, la gente se ne accorga di meno.
Che se lo dici a sedici anni "sono in ritardo" sei precoce, se lo dici a trenta, vivi in città, se lo dici a ottanta possiamo capirlo.
Ho scoperto il bellissimo tardanza che è caduto in disuso, che sembra la danza di chi arriva in ritardo. (E a sto giro faccio la prima ballerina). Tardìvo, Tardigrado. meravigliosi.
Come a Roma c'è sempre a una cena qualcuno che dice che a Roma c'è questa cosa che ti dai un appuntamento con qualcuno ed entrambi sapete che arriverete con mezz'ora di ritardo. Ma non ci si dà appuntamento mezz'ora dopo perchè altrimenti ci sarà un'altra mezz'ra di carico. E così via.
Addirittura in inglese c'è questo inquietante doppio uso della parola late. Se qualcuno è late o è in ritardo o è defunto. Questo per dire quanto è importante il senso del tempo nel mondo anglosassone.
Il ritardo è una forma di ribellione.
Tardare, tagliare scadenze, ignorare la paura del ritardo ogni tanto mi serve per recuperare integrità.

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